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  3. La concia di Solofra per il giubbino dei record di Micheal Jackson
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L’eccellenza campana brilla nel successo del disco più venduto di tutti i tempi. E per una volta non si parla di musica ma di moda. Date un’occhiata al video di “Thriller” (anno 1983) e a quel giubbino di pelle nappa color rosso con fasce nere sul petto a forma di V e lungo le braccia che il compianto Michael Jackson indossa mentre balla e canta fuori al cinema accanto alla sua ragazza. Sappiate che si tratta di uno dei più chiari esempi di quanto importante sia stata negli anni – e lo sia tutt’oggi – l’industria della concia delle pelli in Irpinia. Già, perché quel giubbino stile “chiodo” che diventò, dopo l’esplosione della hit, anche un ricercatissimo capo di moda fu prodotto proprio nel distretto conciario di Solofra.

Chi vi lavorò ricorda che il pezzo, disegnato da Marc Laurent, fu commissionato un anno prima dell’uscita del video e che l’operazione fu tutt’altro che semplice. Dopo una prima esecuzione, infatti, il giubbino fu rispedito in fabbrica a causa di quei due colori che, pur così contrastanti tra loro, con la stiratura finivano per sovrapporsi. Il problema fu risolto grazie alla perizia degli operai solofrani che dopo alcune prove consegnarono negli Stati Uniti un prodotto perfetto, tanto che la popstar, amante dei capi in pelle, se ne innamorò.

Altre due piccole curiosità. Al momento della lavorazione, nel distretto conciario nessuno era a conoscenza della reale destinazione di quel chiodo così particolare. Fu una sorpresa per tutti vederlo dopo qualche mese in televisione indosso a Micheal Jackson nel video della canzone record di incassi. Quello stesso giubbino fu acquistato nel 2011 nella casa d’aste Julien’s Auctions di Beverly Hills dal commerciante statunitense Milton Verret per 1,8 milioni di dollari: si tratta del vestito indossato da una star più costoso al mondo.